Contenuti per adulti
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Sostanza della frattura luminosa nel linguaggio, dona spazio alla parola elevandola da semplice strumento a presenza. Non spiega, non convince: accade nelle ore più rare come tremito che attraversa una frase quando smette di descrivere il mondo e comincia a evocarlo, insinuandosi tra sillabe ed aprendo un varco in cui l’esperienza trova finalmente spazio per respirare.
Anima come dettaglio che si dilata, la poesia prende il piccolo, il minuto, l’insignificante e lo amplia, lo rende vasto, accoglie la muta essenza e le dona una voce che vibra oltre il significato, risonando sulle cose, lasciandole apparire. Dando corpo in forma di frammento approssimato, aperto, pronto a brillare nel momento in cui avviene l’evocazione nel foglio.
Non deve ingannare: non permette l’evasione dalla contingente quotidianità, ma ne rivela i limiti. Ne mostra il celato ai nostri occhi sfumati. Un gesto, un rumore, un spiraglio di luce diventano da particolari innocui materia senziente, grezza, sulla soglia della trasformazione quieta, silente, bisognosa di affetto e cura.
La poesia è analisi, richiede di rallentare per trovare la propria voce in un mondo isterico, fugace, saturo di rumore. Un mondo utilitaristico, in preda alla fallace misura per la rassicurazione della ragione alla spasmodica ricerca dell’insocievole socievolezza, vacua promessa salvifica dalla solitudine.
Una baia da varcare e trovar rifugio e ricerca della propria coscienza di sé e l’invito all’eco dell'emozione passata. Spesso trovandola, spesso smarrendola.
In questa invitazione c’è la più cara e pesante promessa: trovare la quiete nel caos. Un attimo di infinitá che sorge con l’aurora del nostro cammino e ci è compagno, amico, fratello nel nostro incedere. Un attimo di infinità che spezza il manto oscuro del buio quotidiano e ne mostra il gorgo primigenio.